Amici del Goloso

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Molti ragazzi, usciti dal liceo, si ritrovano che, pur volendo leggere, non sanno che libri comprare. La scuola italiana ci insegna, in alcuni casi, ad amare profondamente la lettura, ma gli insegnanti scelgono per tutta la prima parte della nostra vita i libri che dobbiamo leggere. Così arriva un bel giorno in cui ci troviamo davanti allo scaffale di una libreria, ma non sappiamo assolutamente da che parte cominciare a scegliere. È così che mi è venuta l'idea di scrivere brevi e semplici recensioni sui libri che leggo. Non saranno giudizi tecnici, ma semplicemente pensieri di una ragazza giovane, più o meno della vostra età. In molti casi un libro che io ho trovato splendido risulterà per qualcuno di voi del tutto illeggibile, ma questo è un rischio inevitabile. Ovviamente anche voi potrete mandare le vostre opinioni su tutti i libri "belli o brutti" che siano.

Se quello che in realtà vi interessa di più sono i libri di testo di informatica ed i manuali tecnici andate nella sezione curata da Nathan!

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 smile2  Se una notte d'inverno un viaggiatore  smile2 

Italo Calvino (N.d.)

Trama: un povero lettore compra una copia di "se una notte d'inverno un viaggiatore" e tutto felice si accinge a leggerlo. Purtroppo non ci mette troppo a scoprire che la sua copia è difettosa: è stato stampato correttamente solo l'inizio del libro, il resto non è presente. Inizia così il suo travaglio all'interno di molti altri libri tutti iniziati nella speranza di leggere il seguito del precedente e tutti interrotti sul più bello per le più disparate ragioni. Al suo fianco in questo estenuante viaggio letterario, e non solo, c'è una bella lettrice che ha incontrato il suo stesso problema iniziale. Come in ogni bel romanzo d'amore non può mancare il lieto fine. Vi state chiedendo come mai un libro che sembrerebbe un'epopea letteraria sia stata definita "un bel romanzo d'amore"? Beh, per scoprirlo non vi resta che leggere il libro!

Commento: un romanzo, sempre se così si può definire, molto difficile, ma anche estremamente interessante. Dal principio si coglie come, per una volta, il libro non sia uno strumento per raccontarci una storia, ma qualcosa di più personale, qualcosa che assomiglia di più a un amico che al bar ci parla, ci spiega la sua essenza. È il libro, e non lo scrittore, che in prima persona si rivolge a noi lettori tentando, anche se non sempre è possibile, di farci entrare a pieno titolo come reali protagonisti della sua storia. Questo fatto prende alla sprovvista il lettore che probabilmente rimarrà abbastanza sconvolto, se non forse infastidito, ma è anche vero che questo stratagemma può rivelarsi un modo per rivelare un lato oscuro della narrativa. Ci siamo mai chiesti come si scrive un libro? Forse sì, forse no, ma, in ogni caso, penso che tutti siano dell'idea che la via più naturale sia quella stessa che, in un passato più o meno lontano, ci hanno insegnato per scrivere i temi. Certo la faccenda nel caso di un romanzo si fa molto più complicata, ma non poi così diversa. Ci sarà quindi chi sceglierà la via impulsiva di buttarsi a scrivere cercando così di non bloccare il flusso di emozioni e idee che ha in mente e chi, più diligentemente, preparerà uno schema di base che rappresenterà la struttura del suo racconto. Ebbene, qui viene proposta anche un'altra strada molto interessante: perché non pensare a come il lettore medio reagirebbe alla storia che stiamo creando, a cosa vorrebbe che succedesse e decidere così quando assecondarlo e quando stupirlo? Questo libro può essere interessante anche per vedere come uno stesso autore, chiaramente se è dello spessore artistico di Calvino, è in grado di cambiare totalmente il suo modo di scrivere una storia. Certo è che l'idea di proporre romanzi che si continuano a interrompere sul più bello produce nel lettore una valanga di emozioni che col passare dei capitoli passano da un iniziale stupore, al piacere dell'originalità, alla perplessità di un bel gioco che dura troppo, fino a una sorta di gioiosa rassegnazione per la follia di uno scrittore eccentrico. Una valanga di emozioni che culmina, del resto, nell'undicesimo capitolo quando un bel colpo di scena spiega (o forse semplicemente fa solo pensare) a che cos'è la lettura, a che cosa rappresenta l'inizio e la fine di un libro, e perché no, anche il solo titolo. Senza dubbio una lettura da fare, prima o poi.

Aggiunto il giorno Wed 15 September 2004

 smile2  Pura vita  smile2 

Andrea De Carlo (2001)

Trama: a parte rimandare al commento dove ho già in gran parte analizzato la ben scarna trama del libro, posso dire che la storia si poggia sostanzialmente sull'analisi introspettiva del protagonista, Giovanni, lungo un viaggio per la Francia con la figlia.

Commento: un libro tutto sommato piuttosto brutto, ma che, per fortuna, non annoia a tal punto da farti abbandonare il proposito di finirlo. Senza dubbio i protagonisti hanno troppi problemi immaginari che, se mi è permessa una frase un po' colorita, descriverei come: si fanno troppe seghe mentali. Ci si ritrova così ad affrontare la bellezza di 366 pagine senza il minimo conforto di una descrizione che ti travolga in un mare di emozioni, ma solo piatte, e pure un po' assurde, chiacchierate tra un padre che, con la scusa di analizzare a caso la propria vita, continua a non produrre niente di concreto e una figlia che, nonostante l'età già avviata nell'adolescenza, sembra non saper far altro che chiedere i "perché" di qualsiasi cosa. A coronare il quadretto ci sono brevi pause in cui il protagonista litiga con la sua ex fidanzata per la sua totale incapacità di avere un rapporto serio basato su una visione sufficientemente concreta della vita. Litigi che si susseguono per tutto il libro visto che i due non sembrano assolutamente in grado di lasciarsi definitivamente nonostante non abbiano più nessun punto di incontro su cui poggiare il loro rapporto.

Aggiunto il giorno Sat 4 September 2004

 smile2  “Sta scherzando Mr Feynman!”  smile2 

R. P. Feynman (1985)

Trama: è la storia di questo grande scienziato che fin da piccolissimo si è distinto nelle materie scientifiche e soprattutto nella sana e indispensabile curiosità di capire questo mondo straordinario che ci sta intorno. L’essere sempre un passo avanti agli altri negli studi, l’essere in fondo un genio, gli ha permesso di potersi godere la vita occupandosi di altre mille attività come suonare una specie di bongo, dipingere, scassinare casseforti e serrature.

Commento: è forse il libro più divertente che abbia mai letto. Certo chi ama la fisica non può che rimanere sempre affascinato da personaggi così straordinari e allo stesso tempo assurdi, ma credo che anche i “non addetti ai lavori” non possano che rimanere sorpresi e incantati da questo autentico esempio di “genio e sregolatezza”. Un libro fantastico, scritto in maniera impeccabile che coinvolge e diverte raccontandoci qualcosa di più di uno scienziato straordinario, spesso ingiustamente dimenticato dal grande pubblico, e di un mondo affascinante come quello della ricerca. Un libro per tutti che racconta con semplicità una vita più che un lavoro.

Aggiunto il giorno Sat 28 August 2004

 smile2  La dama e l'unicorno  smile2 

T. Chevalier (N.d.)

Trama: La storia di un pittore che trova la sua fortuna nella commissione di una serie di arazzi, si intreccia che le brame delle dame, e in generale delle donne, che incontra. Questo pittore, dal fare spigliato, sembra suscitare un fascino irresistibile per tutte le donne che lo circondano e anche lui, pur sembrando a tratti indifferente a un sentimento sincero e profondo che va oltre al piacere sessuale, non riesce a sfuggire all’influsso delle sue donne: i suoi arazzi finiscono inevitabilmente per raccontare la sua vita, con l’incessante presenza di quell’unicorno la cui storia ha compromesso troppe ragazze e quei volti che sono passati lasciando un segno profondo. E così si ritrova alla fine ad aver dipinto opere meravigliose che però hanno più significato per lui che neanche per la moglie del committente che aveva scelto il tema degli arazzi.

Commento: non ci si poteva aspettare un altro capolavoro assoluto come “la ragazza dall’orecchino di perla”, ma anche questo romanzo non delude. O meglio, si può dire che lascia assolutamente spiazzato il lettore con i suoi primi due capitoli, dove una certa rozzezza nel vocabolario, per non dire una ricerca di volgarità inutile, lasciano una triste amarezza nel lettore abituato a quella sublime ricerca di poesia per descrive turbamenti ed emozioni che accompagnava tutta la storia dell’altro romanzo. A parte questo piccolo crollo di stile iniziale, il romanzo prosegue con un’abile arte racconto lasciando spesso il lettore totalmente affascinato dalla storia, anche se non si raggiunge mai una vera e propria estasi narrativa.

Aggiunto il giorno Mon 16 August 2004

 smile2  Gente di Dublino  smile2 

J. Joyce (1922)

Trama: è chiaro che non si può parlare di una vera e propria trama perché, essendo una raccolta di racconti, ogni storia è formata da ambienti e protagonisti differenti. Nonostante questo non è solo la città di Dublino a dare continuità e legame alle storie, ma anche una sorta di percorso attraverso tutte le tappe della vita che via via si delinea nelle diverse vite dei protagonisti. Così troviamo racconti dell’infanzia, dell’adolescenza, della maturità e della vita pubblica, tutte comunque accomunante dallo stato sociale di poveri e di “reietti dal banchetto della vita” dei suoi attori.

Commento: ci sono autori che hanno una fama così grande che chiunque si dispone a leggere per la prima volta un romanzo sente già che o gli piace oppure è lui che non capisce niente. Questo è sicuramente quello che ci accade quando iniziamo a leggere un’opera di Joyce, scrittore per altro di non semplice comprensione. A parte questa sorta di pressione morale che decenni di critica ci impone, non possiamo che trovare questa raccolta di racconti interessante, se non proprio bella. Sicuramente non si è di fronte a una lettura scorrevole e incantevole, ma l’abilità di chi scrive emerge con disarmante chiarezza e travolge il lettore. È senza dubbio una delle più belle raccolte di racconti che abbia mai letto.

Aggiunto il giorno Mon 16 August 2004

 smile2  Il cammino dell'uomo  smile2 

M. Buber (1947)

Trama: il capitolo forse più bello e intenso è il primo con quella meravigliosa domanda che troppo spesso gli uomini hanno disimparato a porsi: “Adamo, dove sei?”. Ebbene, come spiega magistralmente questo libro, questa è una domanda che Dio non pone tanto ad Adamo, quanto a tutti noi per spingerci a iniziare un cammino, il cammino dell’uomo. Un cammino che viene visto e analizzato attraverso tutti gli altri intensi capitoli e che non può che iniziare con una presa di coscienza di tutte le nostre mancanze e con la volontà di affrontare gli ostacoli correggendo gli errori.

Commento: ci sono libri che raccontano storie per allietare il lettore, libri impegnati che cercano un modo per cambiare il mondo e poi c’è questo libro che ha come unica volontà quella di cambiare la tua vita facendoti fermare a pensare, anche solo per un momento, a quello che stai facendo, a quello che sei. È un libro profondo, non di semplice lettura, ma di una rara intensità. E per usare le parole di Hermann Hesse: “un autentico capolavoro in miniatura, il cui messaggio si rivela inesauribile proprio perché parla al cuore di ogni uomo, in ogni tempo e situazione. Un libro che obbliga a pensare e invita a imboccare il cammino dell’autentica crescita umana in armonia con gli altri uomini e con il mondo intero.”

Aggiunto il giorno Mon 16 August 2004

 smile2  Introduzione agli Algoritmi  smile2 

Thomas H. Cormen, Charles E. Leiserson, Ronald L. Rivest (1994)

Trama: Il libro racconta la ricerca dietro ad ogni gruppo di algoritmi, le basi matematiche per affrontarli. Percorre la costruzione passo passo delle soluzioni e contiene molti esercizi.
Gli argomenti spaziano attraverso i classici algoritmi di ordinamento, grafi, tipi di dati astratti, alveri, programmazione dinamica e greedy, reti, circuiti, algoritmi paralleli, FFT, teoria dei numeri, stringhe, problemi NP-Completi...

Commento: A dispetto dell'illusorio titolo, questa grande bibbia di algoritmi consta di ben 956 pagine!
Gli algoritmi sono affrontati con un approcio formale, talvolta con linguaggio complesso, ma sempre preciso in ogni sua forma. Più che contenere un insieme di ricette pronte per ogni algoritmo, questo è un libro su cui riflettere.
Ogni capitolo ti apre alla scoperta di un nuovo affascinante argomento della più fine e stimolante ricerca!

Aggiunto il giorno Mon 31 May 2004

 smile2  L'isola del tesoro  smile2 

Robert Louis Stevenson (1883)

Trama: il giovane Jim Hawkins entra in possesso della mappa di un tesoro enorme e con l’aiuto del dottor Livesey e del conte radunano la ciurma e si procurano una nave per partire. Se la scelta della nave si rivelerà perfetta quella dei marinai, come era prevedibile, non è delle migliori. Impadronirsi del tesoro sarà un’impresa più complessa del previsto e costerà molte vite.

Commento: questo è proprio un libro simpatico. Il genere avventuroso e marinaresco lo rendono allegro e divertente. Non si può certo dire che sia un vero e proprio capolavoro, ma è una lettura non troppo impegnativa che consiglio a tutti, soprattutto ai ragazzi, e ai giovani in generale, che adorano le storie di pirati e di tesori. Le immagini evocate dall’arte dello scrittore sono bellissime: finito il libro sembra di essere appena tornati da un viaggio in un’isola tropicale invasa da una natura selvaggia e ubertosa. Lo stile marinaresco della storia e dei dialoghi rende la lettura piuttosto piacevole anche se ogni tanto Stevenson finisce per dilungarsi un po’ troppo in particolari della nave e delle procedure marinaresche che, per chi non è appassionato del genere, risultano un po’ noiose.
I personaggi sono sicuramente la parte più interessante del libro: sono descritti scrupolosamente e, nonostante tutto quello che accade nel libro, restano tutti incredibilmente immutati, come si direbbe in inglese sono tutti dei “flat characters”. Il più interessante, a mio avviso, non è quello che a ragion di logica sembra (e potrebbe essere) il protagonista (il giovane Jim Hawkins) bensì il cattivo Jhon Silver. Infatti, il primo è simpatico e inevitabilmente si finisce per tifare per lui, ma bisogna ammettere che è un po’ troppo fortunato: ogni cosa che fa, pur sembrando (e spesso essendo!!!) sbagliata finisce per diventare elemento indispensabile per la salvezza del gruppo. Un po’ troppa fortuna per essere un personaggio che ricorda la vita reale! Il cattivo del libro, possiamo dire il vero e proprio antagonista dall’inizio del racconto, Jhon Silver, è invece particolarmente curioso. Corrotto, senza scrupoli, ma con un sua moralità (da pirata, ma pur sempre qualcosa che potremmo chiamare moralità). Di fronte al pericolo della forca scende a patti: questo può deludere un po’, preferiremmo forse vederlo lottare fino alla fine e morire coraggiosamente sul patibolo, ma in realtà non si può non tifare un po’ anche per lui e sperare che in qualche modo ce la faccia perché come dice lo stesso Stevenson: “così almeno giova sperare, posto che non par molto probabile che la felicità lo aspetti nell’altro mondo.” Del resto la sua strana personalità lo continua a far oscillare nel cuore del lettore tra somma antipatia e decisa simpatia. Probabilmente è anche questa sua stranezza che lo rendono tanto intrigante.

Aggiunto il giorno Thu 18 March 2004

 smile2  Uova fatali  smile2 

Michail Afanàs’evic Bulgakov (1925)

Trama: casualmente un famosissimo professore di zoologia scopre “il raggio della vita”, un raggio che accelera i processi vitali di animali e uova. Questa scoperta, prima di essere opportunamente studiata dal professore, viene utilizzata dal governo per produrre in fretta, a partire dalle uova, delle galline. Purtroppo uno scambio di uova innesca una catastrofe che costerà molte vite.

Commento: devo dire che ho trovato nella mia piccola esperienza letteraria un po’ tutti gli autori russi estremamente noiosi. Certo i nomi per noi totalmente impronunciabili non aiutano la scorrevolezza del testo, i luoghi e le abitudine molto lontani dal nostro mondo rendono forse complicato immedesimarsi nei personaggi e perdersi nei paesaggi evocati, forse proprio il modo di scrivere che questa cultura ha involontariamente imposto ai sui esponenti rendono impossibile alla mia povera mente apprezzare questo tipo di romanzi. Sinceramente, non posso dire che sia un brutto libro, ma è anche vero che non lo consiglierei. Di per sé la storia è carina e intrigante, ma non decolla mai emotivamente e il lettore non si sente mai realmente preso dalla vicenda. Un vero peccato perché lo spunto da cui parte era molto interessante.

Aggiunto il giorno Thu 18 March 2004

 smile2  Cronache di poveri amanti  smile2 

Vasco Pratolini (1947)

Trama: il una povera via di Firenze storie d'amore, di vita e di tradimento si intrecciano fino a disegnare in maniera unica la vita nei primi anni del fascismo. Molti personaggi, ognuno con qualche caratteristica peculiare e con un carattere delineato nei minimi particolari, intrecciano le loro vite fino a disegnare, nel piccolo mondo di una semplice strada, la vita di un intero paese preso da paure e passioni, voglia di libertà e rassegnazione di fronte al fascismo, fino alla fine della storia che non è altro che un inizio come a delineare che in fondo la vita non finisce mai. Si potrebbe parlare per ore di qualunque personaggio di questa storia, ma sicuramente la figura che più colpisce è quella dell'ermetica Signora, una donna straordinariamente malvagia a cui è destinata una fine orribile. L'alone di mistero che la avvolge rende questo personaggio particolarmente interessante. Non è semplice capire tutto quello che Pratolini voleva sottointendere con questa figura e l'analisi di questo personaggio è un compito forse impossibile, ma sicuramente molto stimolante.

Commento: è un libro che tutti devo assolutamente leggere perché non è bello, ma assolutamente meraviglioso. Ci sono pochi libri che mi sono piaciuti così tanto. Dopo questo romanzo ho stabilito, e ancora oggi ne sono del tutto convita, che Pratolini è il mio scrittore italiano preferito. Senza dubbio non ho la posizione per poter azzardare un giudizio globale del tipo: "è il miglior scrittore italiano di tutti i tempi", ma senza dubbio nel mio cuore pochi possono competere con lui. Di tutti i suoi capolavori, questo è senza dubbio il più completo. La grande presenza di personaggi (sono veramente numerosi) può rendere all'inizio la lettura un po' difficoltosa, ma si entra presto nel clima del libro e ci si sente diventare anche noi un po' parte di quella strada in cui avvengono tanti straordinari eventi di vita quotidiana. Ebbene sì, perché è proprio sull'antitesti "straordinarietà e quotidianità" che, secondo me, si gioca tutto il romanzo. Infatti, le vicende che coinvolgono i personaggi che abitano in via del Corno sono piuttosto particolari e in un primo momento non sembra possibile che in una semplice strada possono accadere così tante cose eppure, se si sta attenti, ci si accorge che gli avvenimenti sono sempre semplici e umili come i loro protagonisti e che effettivamente non sono in contrasto con l'ambiente in cui sono stati inseriti. Anzi, ad essere sinceri, ci si rende conto che ci si aspettava che accadesse qualcosa di quel tipo. Le vicende narrate prendono spesso lo spunto, come dice il titolo stesso, da storie d'amore e tradimento e, ironia della sorte, tutto avviene in "via del Corno". Sarà un caso? Forse sì, in fondo questa via esiste realmente a Firenze e lo stesso autore la conosceva bene visto che ha vissuto lì per alcuni anni, ma forse ...

Aggiunto il giorno Fri 27 February 2004
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